Il General McChrystal licenziato, ma il problema è che va male la guerra. Guai, guai, sempre guai

mick_jagger_releases_300x348Il punto è che in Afghanistan le cose non vanno bene, e non vanno bene perché non ha funzionato la strategia voluta, fortemente voluta, dal Generale Stanley McChrystal…

che ha pensato che con più soldati in guerra si sarebbero potuti stanare i talebani (da roccaforti che questi ultimi tengono ormai da anni: la guerra dura da quasi nove). L’offensiva di Marja è andata male, quella di Kandahar non si farà più, canadesi e olandesi se ne vanno. Anche sul fronte del nation building afgano le cose stagnano, la gamba “civile” della guerra va male come quella militare. La strategia della counterinsurgency avrebbe fallito. E McChrystal, insomma, sarebbe un perdente. E con lui il Presidente, che gli aveva dato retta e che ora potrebbe scegliere di ascoltare il vicepresidente Biden: meno truppe, e tanti droni a caccia di Al Qaeda, senza più inasprimento del conflitto sul terreno (non a caso, nel reportage di Michael Hastings apparaso su Rolling Stone che ha condotto alle dimissioni di McChrystal, Biden è uno dei più criticati da parte degli uomoni del Generale). E ricordiamoci che Obama aveva fatto fuori un altro Generale un anno fa perché quest’ultimo non apprezzava la counterinsurgency. Vendette della storia.

Se non funziona, allora, è sempre colpa dei soliti colletti bianchi di Washington, ed è quello che sostanzialmente è uscito fuori dall’articolo su McChrystal che gli è costata il posto. Il reportage è frutto di un lavoro di tre settimane, con Hastings sempre a contatto con il Generale e con i suoi aiutanti più stretti, i più duri nel trattare Obama come una mammoletta (e ormai, da più parti e negli ambienti più disparati, aumentano quelli che pensano che Obama non si trovi nel posto che gli spetti: il disprezzo viene fuori da certe frasi che probabilmente ad altri presidenti non sarebbero state riservate). Dall’articolo – al di là delle battute su questo o quel personaggio dell’amministrazione – emerge anche quanto sia diviso il team di Obama.

E quindi a prendere il comando è il mentore di McChrystal, il Generale Petraeus, quello della controffensiva americana in Iraq del 2007: in sostanza, si smentisce l’uomo, McChrystal, ma non la strategia. Un paio di letture. Qui un articolo interessante di analisi del NYT: McChrystal è un esempio (e una vittima?) della strategia del “comandante mediatizzato”, come è Petraeus: nella testa dei generali si pensa alla guerra e si fa marketing del conflitto, una volta sarebbe stato impensabile trasformare il comando in zona di accoglienza per i giornalisti. E poi succede anche questo, dimissioni tramite il Rolling Stone.

Mark Urban, dal suo blog ospitato dalla BBC, la vede diversamente: le frizioni tra McChrystal e Obama partono da lontano; l’agenda di McCrystal sarebbe stata fin troppo autonoma, e avrebbe messo in pericolo la possibilità di avviare il ritiro delle truppe Usa a partire dal luglio 2011. Nella mente di Obama ci sarebbe un ridimensionamento dell’avventura afgana, e tra Obama e McChrystal il feeling era rotto da tempo e non sarebbe potuto finire altrimenti.

24/06/2010
Categorie: Obama, Politica Estera, Post.
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