Addio bipartisanship. Perché quando aveva funzionato?

democratic_party1Barack Obama è stato eletto anche perché prometteva un modo diverso di relazionarsi con il Congresso e il partito avversario. Cambiare Washington e lavorare anche con il partito avversario perché serve una riforma del sistema politico e serve che i grandi problemi vengano affrontati assieme. Non sta funzionando. Eppure il presidente, a tratti, sembra provarci. E’ critico nei confronti dei suoi e del modo di funzionare della sua maggioranza e lancia sempre ami ai repubblicani. In alcuni casi le grandi leggi di questo primo anno e mezzo contengono elementi suggeriti dal GOP. I rapportoi però restano tesi, i repubblicani hanno scelto – nella maggior parte dei casi – di non collaborare. O hanno addirittura fatto marcia indietro per paura del Tea Party (vedi i moderati McCain e Graham, un tempo pronti a discutere di immigrazione e ambiente, oggi su posizioni di destra). Le critiche ai suoi Obama le fa nel senso che a volte interviene quando ci sono spese insensate o inutili (non sempre, ci sono casi in cui il premio elettorale possibile è troppo alto) infilate dai suoi in qualche provvedimento. E poi, ingenerale, la sua retorica anti Washington è diretta a tutti. Anche ai suoi. Mentre si va verso il mezzo termine, questo atteggiamento del presidente non piace ai democratici. Che gli chiedono di essere più di parte, di fare come Bush e di dismettere i panni del pacificatore. Non c’è pace possibile, sostengono. E nelle ultime settimane Obama sembra aver scelto di più questa strada. Qui vedete Rahm Emanuel, capo dello staff di Obama, spiegare in Tv quanto siano diversi i partiti. Si parte da Bp: il rappresentante Barton che si scusa con la multinazionale e il candidato al Senato e tea party favourite Rand Paul che attacca il presidente per Bp, perché trattarla male è unamerican (qui un pezzetto dal Nyt). E poi la riforma di Wall street. Ecco, dice Emmanuel, questi siamo noi, quelli sono loro. La bipartisanship è over almeno per adesso. Una settimana fa questo lungo articolo di Matt Bai affrontava proprio il tema del rapporto tra Obama e il suo partito. Il pezzo parte proprio dal confronto sull’atteggiamento tenuto dal presidente per diversi mesi. E’ il capo del partito o un presidente che lavora per sé? L’idea originaria era quella di prendersi il partito e rifarlo. E adesso?

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