I millennials, la politica (e un quiz per voi)
I millennials, la generazione che ha tra 18 e 29 anni ed è cresciuta dopo l’arrivo della rete e la caduta del Muro di Berlino, sono stati un fattore importante per la vittoria democratica del 2008. Lo si è deto e ripeturo in tutte le salse, si è parlato dell’entusiasmo, della partecipazione, dell’effetto trascinamento che questa ha avuto sull’insieme dell’elettorato. Obama ha saputo interpretare e cavalcare il bisogno di cambiamento, coinvolgere e così via. Dopo un anno e qualche mese le cose sono cambiate. Specie nei confronti del partito. Il Pew Research Center pubblica una ricerca che indaga la generazione in termini demografici, di orientamento politico, di comportamenti, paragonandola con le precedenti (gen X, baby boomers, silent generation e greatest generation, le ultime due sono quelle nate tra Depressione e II guerra e quella che contro Hitler ha combattuto). Il lavoro del Pew è sempre piuttosto serio e di medio periodo, non tirano fuori una statistica al mese (qui la pagina che segue la generazione dove vengono pubblicati altri dati). I millennials sono meno sposati dei loro predecessori, che a loro volta, meno bianchi e, questa è interessante ed ha a che vedere con l’immigrazione, almeno in parte, di più di quelli della generazione X. Ispanici e afroamericani crescono, aumenta l’alta scolarità feminile e via dicendo. E’ un futuro interessante. Anche dal punto di vista politico: i millennials hanno più o meno valori, ma non appartenenze politiche forti. Tornando a Obama, i millennials hanno votato democratico al 66%, ma oggi favoriscono quel partito al 54%, più freddi sulla performance del loro presidente, delusi dalla capacità della maggioranza democratica di produrre risultati forti (sanità, riforma del sistema fiscale, ambiente ed energia). Servirà qualche risultato per riconquistarli, le generazioni passano e questa è la prossima classe dirigente. E voi? Quanto siete millennials? Rispondete alle 14 domande del Pew per scoprirlo.


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