Naomi Klein, Obama e gli irregolari haitiani
Naomi Klein – c’è chi pensa sia brava – fa un elenco di dieci cose che gli Usa dovrebbero fare ad Haiti. Ultimativa come le accede spesso di essere, Klein dice cose giuste con il tono sbagliato. Non militarizzare l’aiuto umanitario, dare protezione temporanea alle centinaia di migliaia di clandestini presenti sul territorio americano, etc. Non militarizzare affatto l’intervento è quasi impossibile: non c’è una struttura capace di mandare diecimila volontari in tre giorni che non sia l’esercito e, lo dice il Guardian, l’emergenza numero due comincia ad essere la sicurezza (Haiti è un Paese che più duro non si può). Vedremo, statene certi, brutti episodi. Quanto alla protezione temporanea per i clandestini, Obama l’ha concessa ieri, i clandestini possono lavorare e quelli con decreto di espulsione restano. Infine, dice Klein, bisogna chiedere scusa per Pat Robertson e Rush Limbaugh (qui potete sentire il commento su Haiti del conduttore radio, nel riquadro video vedete Robertson). Più che chiedere scusa ci sarebbe da vergognarsi, che con il primo emendamento alla Costituzione – quello che garatisce libertà di parola – ognuno è libero di dire le follie che vuole.


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