Freedom flotilla, cosa pensa J street (e qualcun altro)

J street viene definita un’organizzazione di sinistra da pezzi delle organizzazioni ebreo-americane tradizionali. La verità è che questo gruppo di pressione (lobby, raccolta fondi, diffusione di idee, diplomazia) è piuttosto pragmatico e preme per una soluzione del conflitto israelo-palestinese perché questo è nell’interesse della sopravvivenza dello Stato ebraico. Non è chiaro se e quanto capace [...]

La strage sulla barca, che bisognerebbe fare (e com’è ridicola l’Italia)

Premessa: questo è un post il più freddo possibile su un tema che più delicato non ce n’è.
Con l’azione del commando di Tsahal (così si chiama l’esercito israeliano) sulla barca che portava aiuti a Gaza, entriamo probabilmente in una nuova fase di escalation nei Territori, in Israele, nella retorica pro e contro Israele da parte [...]

NYC: il vecchio condominio, la speculazione e la bolla

Stuyvesant Town è un insieme di torri rosse costruite nel 1947 per veterani della guerra. Nel Lower east side di Manhattan – direi che è alphabet city, zona che non è ancora uno spettacolo e dove, fino a quando Rudy Giuliani non ha ripulito la città a suon di mazzate, spostando droga e violenza altrove, [...]

Pubblicità progresso: nostra intervista su NNTN

Ecco il link, parliamo della nuova strategia per la sicurezza. Che come confessiamo qui sotto, non abbiamo ancora letto. Sono i terribili tempi dell’informazione contemporanea. C’è da augurarsi di non aver detto troppe sciocchezze. ps, altra foto: qui siamo a Chicago, nella Bakery di Letizia Sorano, a Chicago, che ha rifocillato una pattuglia di persone [...]

La difficile giornata del presidente

E’ qualche tempo che non ci occupiamo del presidente – che, come si sarà capito negli anni, ormai sono anni – ci piace abbastanza. Bene, ieri sono successe due, tre cose importanti, presidenziali.
1. La nuova National security strategy (qui la sintesi della Casa Bianca, nella stessa pagina anche il pdf con tutto il testo, e [...]

Petrolio, ecco un deputato che ci piace

Charlie Melancon, south Louisiana, prima spiega cosa sta succededo, ricorda che la pulizia sarà altrettanto importante che fermare la macchia. Infine scoppia a piangere. E’ il suo mondo quello ch sta scomparendo.

Scherza col Tea Party….Il bailout di Bush crea problemi ai repubblicani

Nel video che abbiamo appena postato si riflette il terrore dei repubblicani per il Tea Party. Il bailout da 700 miliardi, infatti, lo ha fatto approvare l’amministrazione Bush per mano del Segretario al Tesoro Paulson (ex dirigente di banca, naturalmente). Gresham Barrett, deputato, si difende dicendo: eravamo arrivati a un punto in cui c’era il [...]

Vota per il Tarp (perché lo ha chiesto Bush), ma è conservatore…equlibrismi per salvarsi dal Tea party

Ecco lo spot in cui Gresham Barret, deputato della S. Carolina che corre da governatore, si difende per aver votato il bailout di Bush

Hitler? Un omosessuale come le sue brutali guardie del corpo (?!?)

Così la pensa Bryan Fischer della American Family Association, mentre parla contro il ritorno di Don’t ask don’t tell nell’esercito.

Newsosauri: il tramonto di Larry King

Il mondo corre troppo. Il canale all news è una invenzione relativamente recente e siamo già a una sua evoluzione/crisi. Questa l’analisi del NYT che ci ricorda come il re degli intervistatori, Larry King, da 25 anni in onda sulla Cnn, sia in calo di ascolti e in crisi di senso. Come mai? Beh, per [...]

Iraqi freedom is over…

Il discorso di Obama sulla fine della guerra in Iraq

Archivio

Links

Tags

afghanistan afroamericani agenda amministrazione Obama analisi del voto bush cina Clinton coalizione conservatrice coalizione democratica Congresso convention crisi economica delegati economia elezioni di midterm finanza g20 geografia elettorale immigrazione Iran iraq israele latinos libro maccheroni McCain Medio Oriente Obama palin partito democratico partito repubblicano petrolio Politica Estera populismo primarie questione razziale riforma sanitaria senato soldi Sondaggi stati strategie elettorali superdelegati tea party